Chi sei veramente

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Chi sei veramente

Non sempre la vita scorre piana, ordinata e indolore, soprattutto non sempre segue un percorso lineare. Proprio nel momento in cui ci sembra che fili tutto liscio, che abbiamo raggiunto un discreto equilibrio, e che nulla e nessuno potrà stravolgere questa stabilità, o modificare ciò che siamo e ciò che facciamo, è lì che all’improvviso si insinua qualcosa di inaspettato che ci obbliga a correggere la direzione per ritrovare l’armonia persa.

Queste le parole con cui esordisce l’autrice Francesca Reboa nel suo ultimo libro, “Chi sei veramente”: un romanzo che dapprima sembra essere di formazione per poi rivelarsi un thriller psicologico dai toni sempre più cupi, a partire dalla misteriosa scomparsa di una giovane ragazza che sconvolge le vite dei protagonisti: Anna e Alex.

Lei, violoncellista al primo anno di liceo. Lui, un ragazzo più grande di lei nonché il più carino della scuola. Insieme a molti altri personaggi, come Agata e Sara, rispettivamente la madre e la migliore amica di Anna, costituiscono le voci di un romanzo corale.

L’autrice, infatti, possiede una notevole abilità nel dare voci distinte a ogni personaggio, riconoscibili nel susseguirsi dei cambi di punti di vista.

Allo stesso modo, si nota sin da subito la coesistenza di ironia e serietà, prendendo in considerazione, ad esempio, le brutte ma simpatiche figure della maldestra Anna e i problemi famigliari dei protagonisti, oltre alla componente thriller e del “non detto”

A primo impatto, tutti questi aspetti possono apparire scordati come un violoncello, ma non fanno altro che rispecchiare la realtà e la vita di tutti i giorni. La vita di ognuno di noi: un’armonia di momenti belli che vorremmo catturare in una bolla atemporale e ricordare per sempre, e di momenti spiacevoli e tristi che vorremmo dimenticare e sotterrare  negli angoli più remoti del nostro essere.

Una vita ricolma di parole non dette, che quando vengono pronunciate hanno il potere di distruggere gli equilibri o risanare vecchie ferite.

Un processo spesso doloroso, ma necessario per comprendere meglio sé stessi e gli altri, per guadagnare più autostima e migliorare i rapporti con le persone a cui vogliamo bene. Un processo necessario per scoprire chi siamo veramente.

Articolo di Lorenzo Lapomarda

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